La Notizia Un recente annuncio di Google (novembre 2026) ha acceso un forte dibattito oltreoceano: per le scuole primarie e secondarie, l’accesso al motore di ricerca Google potrebbe essere subordinato all’accettazione delle funzioni di Intelligenza Artificiale integrate 3 4 . In pratica, se un istituto volesse proteggere i propri studenti dall’IA generativa per motivi didattici o di privacy, si troverebbe nella condizione di dover rinunciare anche al motore di ricerca stesso sui dispositivi gestiti dalla scuola.
Non è (solo) una questione americana Sebbene la misura riguardi ufficialmente il mercato USA (K-12), il segnale per l’Italia e l’Europa è chiarissimo e preoccupante. Dimostra che quando una scuola affida la propria infrastruttura digitale a un singolo fornitore proprietario, perde il potere di dire “no”. Come evidenziato da alcune analisi, questa condizione rende la “scelta didattica” una illusione: le scuole dovrebbero poter valutare singoli strumenti (ricerca vs IA generativa) senza essere costrette a un “tutto o niente” 5 .
Il Lock-in è la vera minaccia Questo episodio conferma quanto denunciato nella nostra petizione “Basta Big Tech nelle scuole italiane”. Non si tratta di demonizzare la tecnologia, ma di rifiutare un modello in cui:
- I servizi sono inseparabili: Non puoi prendere la ricerca senza l’IA.
- Il fornitore detta le regole: Cambi le condizioni unilateralmente e la scuola deve subire.
- Non ci sono vie di fuga: Se la scuola non ha alternative pronte (motori di ricerca indipendenti, infrastrutture proprie), è costretta ad accettare.
La risposta della Sovranità Digitale La petizione chiede al Ministero dell’Istruzione di avviare un piano nazionale per soluzioni interoperabili e open source. Se le scuole italiane avessero oggi alternative solide (es. portali di ricerca educativi europei, istanze locali di strumenti open source), il “ricatto” di Google non avrebbe alcun effetto. Potremmo dire: “Grazie, ma usiamo altro”. Senza un piano nazionale che fornisca queste alternative, le scuole resteranno ostaggio di decisioni prese a migliaia di chilometri di distanza, in contrasto con il GDPR e con l’autonomia didattica.
Cosa puoi fare tu La situazione evolve rapidamente. Non aspettiamo che accada anche qui in forma ufficiale. Firma la petizione per chiedere che l’Italia si doti di strumenti sovrani, indipendenti e rispettosi della privacy, così che nessuna azienda potrà mai mettere le scuole con le spalle al muro.
👉 Firma ora: Link alla Petizione change.org